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9 ottobre 2017

Dati attivi e dati passivi: ricerche di mercato classiche VS Big Data

La ricerca di mercato è la sistematica raccolta, conservazione ed analisi dei dati relativi a problemi connessi al marketing dei beni e/o dei servizi [Wikipedia].

L’introduzione di nuove tecnologie ha permesso un’evoluzione senza precedenti nelle possibilità strategiche delle ricerche di mercato, introducendo nuove metodologie per la raccolta e l’analisi dei dati relativi ai comportamenti dei consumatori.

L’evoluzione più significativa ha riguardato l’accesso ai cosiddetti Big Data, ovvero la raccolta massiva di dati eterogenei, strutturati e non strutturati, generati direttamente dagli utenti, che ha permesso ai ricercatori di modificare la modalità di raccolta delle informazioni relative alle abitudini comportamentali degli individui, permettendo l’accesso ad un flusso costante di dati provenienti da una miriade differente di sorgenti (i.e. raccolti da sensori, app, prodotti dai dispositivi digitali e cosi via).

I Big Data: opportunità e limiti rispetto alle metodologie classiche  

L’elemento distintivo principale dei Big Data consiste nel poter disporre, per lo svolgimento della ricerca, di un meaningful data flow: al contrario delle ricerche di mercato classiche che indagano ad-hoc un fenomeno specifico raccogliendo dati puntuali e circoscritti relativi ad un campione specifico di rispondenti, i Big Data permettono la raccolta a flusso costante di dati relativi a effettivi comportamenti di un notevole numero di individui che possono essere “interrogati” all’occorrenza dal ricercatore.

Questo aspetto decreta la sottile ma sostanziale differenza che intercorre tra le analisi di mercato classiche e quelle prodotte attraverso l’utilizzo dei Big Data: l’indagine prodotta utilizzando i Big Data permette di indagare molto bene il “cosa” succede (che viene descritto dai dati raccolti) ma molto più difficilmente permette di risalire al “perché” un certo fenomeno descritto dai dati si verifica.

Tale aspetto determina un utilizzo differente delle due metodologie di analisi: quando è necessario indagare le motivazioni, i bisogni latenti, le esigenze dei consumatori oppure nel caso di indagini finalizzate allo sviluppo di nuovi prodotti o servizi (non ancora sperimentati dagli intervistati e quindi non “rintracciabili” nei dati) sarà più indicato un utilizzo delle metodologie di indagine classiche che consentono un’analisi più profonda e strutturata della psicologia del rispondente. In tutti i casi in cui, al contrario, la descrizione del fenomeno risulta un obiettivo strategico di primaria importanza (i.e. nei casi in cui si voglia svolgere delle analisi di segmentazione predittiva o di customizzazione dinamica dell’offerta oppure nella produzione di dashboard real-time) l’utilizzo dei Big Data può risultare più indicato.

Il ruolo di Focus

Focus Management ha maturato negli anni un’esperienza molto focalizzata sulle differenti metodologie di ricerca di mercato.

La nostra expertise nel supportare le aziende clienti è garantita dal rigore dell’approccio scientifico e metodologico, che ha consentito di operare in diversi ambiti professionali reinterpretando in chiave digital i tradizionali processi di ricerca di mercato.

L’enorme mole di informazioni, caratteristica dei Big Data, costituisce un patrimonio tanto prezioso quanto di difficile interpretazione: in tale ambito Focus Management si pone come obiettivo quello di mettere al servizio del Cliente le proprie conoscenze analitiche in ottica strategica, supportando i suoi Clienti nell’individuazione degli obiettivi, dei processi, delle metodologie e degli strumenti più consoni e efficienti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

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