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27 dicembre 2017

Ecosistema, opportunità e applicazioni pratiche dell’Internet of Things in ambito retail ed healthcare

Non tutti sanno che le prime applicazioni pratiche dell’Internet of Things sono avvenute in ambito militare, durante la Seconda guerra mondiale, attraverso l’uso della Radio Frequency Identification (RFID), tecnologia basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche, chiamate tag. Nel tempo, con la nascita e allo sviluppo della rete wireless, tale tecnologia ha consentito la trasmissione delle informazioni grazie alla sensoristica diversificata ed al progresso dei sistemi di codifica.

La definizione di Internet of Things e i principali ambiti di applicazione

Per Internet of Things intendiamo un network di oggetti connessi a Internet che rendono disponibili dati e informazioni anche molto complessi.

Attraverso device di vario tipo connessi alla rete e fruibili attraverso, ad esempio, dashboard di app mobile (i.e. smartphone, tablet, PC, smartwatch), infatti, è possibile dare informazioni e riceverne a distanza generando un ecosistema virtuoso win-win fra le aziende, i governi, le organizzazioni e gli utenti.

Viste le numerose opportunità e possibili applicazioni pratiche dell’Internet of Things si prevedono importanti investimenti in questo settore: secondo una previsione di Business Insider, ci saranno 24 miliardi di device IoT entro il 2020 a livello global, ovvero all’incirca quattro device per persona.

Lo sviluppo di soluzioni IoT, comprensive di device hardware, integrazione di sistemi per la connettività e data storage, genererà investimenti per 6 miliardi di dollari e ricavi per 13.000 miliardi di dollari entro il 2025.

Come abbiamo più volte ricordato, gli ambiti di applicazione dell’Internet of Things sono i più vari, dalla gestione del traffico nelle città alle industrie manifatturiere, dall’healthcare al retail.

In particolare, nel canale retail, le infinite potenzialità e i vantaggi dell’Internet of Things sono state ampiamente comprese dal comparto soprattutto in relazione alla customer experience e alla personalizzazione dell’offerta.

I principali investimenti in questo ambito hanno riguardato per l’81% la sicurezza, per il 71% il tracciamento del percorso del consumatore e per il 70% le operazioni di geolocalizzazione attraverso l’uso dei beacon.

Le applicazioni dell’Internet of Things nel retail e nell’healthcare: l’impatto dei beacon sulla shopping experience

Tra i vari device Internet of Thing in ambito retail, sono senz’altro i beacon quelli ad aver avuto l’impatto più significativo anche se i brand che li hanno utilizzati, come Macy’s, American Eagle Outfitters, Sephora e Apple, non possono dire di aver prodotto una vera e propria rivoluzione nella propria shopping experience. Probabilmente le cause vanno ricercate nelle criticità in tema di privacy che questa tecnologia ha fatto emergere e al tiepido interesse suscitato nei consumatori.

Fra le tecnologie in-store che si sono diffuse maggiormente figurano, infatti, i QR code, i programmi di digital reward e l’utilizzo di schermi digitali su cui veicolare varie tipologie di messaggi commerciali.

Anche in ambito healthcare non sono mancate le sperimentazioni: un importante retailer come Walgreens Boots Alliance ha provato a introdurre l’uso dei beacon in 10 farmacie a New York. Il progetto pilota ha portato alla raccolta di moltissime informazioni il che ha fatto propendere per l’avvio di un vero e proprio progetto basato su una soluzione di In-Store Beacon appropriata anche se purtroppo ancora nessun retailer ha in mente come concretizzarla.

Per i retailer farmaceutici o per i diversi attori che operano in ambito sanitario, esistono svariate possibilità di usare altre tipologie di device IoT  con l’obiettivo di offrire servizi a valore aggiunto. Alcuni esempi sono sicuramente i tatuaggi temporanei che rientrano nella categoria delle tecnologie wearable o i patch all’interno dei quali sono inseriti dei sensori biometrici per ricevere informazioni circa alcuni parametri vitali.