Questo sito utilizza i cookies.

Utilizzando il nostro sito web l’utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini di uso dei cookies espressi nel documento “Privacy, Cookie e Condizioni d’uso“.

Accetta e chiudi
Contattaci

Consulting

CATENE DI FARMACIE: EVOLUZIONE NEL RETAIL FARMACEUTICO

Incatenati, liberati o spinti a migliorare? Una legge apre nuove opportunità per la filiera e per le farmacie, ma l’attuale demonizzazione delle catene non ne consente la valutazione obiettiva.

Sono serviti oltre due anni di altalenanti e travagliate discussioni parlamentari prima che il tanto temuto Ddl Concorrenza diventasse la Legge 124/2017 “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”.

Come ognuno di noi ormai ben sa, con la sua entrata in vigore del 29 agosto 2017 si disciplina l’ingresso delle società di capitali nella titolarità dell’esercizio della farmacia privata.

In estrema sintesi, la norma potrebbe essere così riassunta: le società di capitali possono acquisire la proprietà delle farmacie rispettando il vincolo di incompatibilità, generando così catene di farmacie con una copertura numerica minore o uguale al 20 per cento delle farmacie territoriali.

Le critiche nei confronti delle catene di farmacie, infatti, ne offuscano il giudizio oggettivo. Vediamo invece come, coerentemente con quanto accaduto in altri comparti del retail, il modello delle catene può rappresentare una opportunità anche per quanto riguarda il settore farmaceutico.

Chi ha paura delle catene di farmacie?

Per anni lo spauracchio delle catene ha dominato le discussioni del retail farmaceutico a tutti i livelli, alimentando un percorso di vero e proprio terrore nei confronti di una novità normativa che per il mercato retail in generale novità non è. La farmacia, infatti, è a tutti gli effetti un retailer: ha le sue specificità sanitarie, ma è pur sempre un retailer. Nella distribuzione al dettaglio il concetto di catena è ormai sdoganato e rodato. Appare anacronistico restare con ostinazione in una modalità di fare retail così istituzionalizzata.

L’ombra del Ddl Concorrenza, prima della sua approvazione, ha attivato percorsi viziosi di demonizzazione del concetto di catena, alimentati da false credenze, leggende popolari e miti erronei. Forti del nostro individualismo tutto italiano, negli ultimi anni si è affermato il paradigma “indipendente è bello”, demonizzando le potenziali catene.

Farmacia tra local e global

In realtà per comprendere pienamente la portata della nuova normativa è necessario contestualizzare l’impatto delle catene nel retail a livello generale e poi focalizzarsi sulle farmacie.

Tutti i comparti della distribuzione al dettaglio sono oggi più o meno caratterizzati dalla presenza di catene nazionali o internazionali che però non sono necessariamente “invasori”. Nel retail farmaceutico italiano le catene hanno un peso secondario rispetto ai tanti punti vendita indipendenti. L’Italia è un Paese individualista, la penetrazione delle catene nel mercato lo dimostra. È facile ipotizzare che la Legge 124/2017 non decreti la morte della farmacia indipendente: come accaduto in altri settori, i tanti player indipendenti saranno numericamente di più delle farmacie in catena. E se non dovesse bastare l’esperienza accumulata in altri comparti, la legge impone un vincolo: le società di capitali non possono controllare, direttamente o indirettamente, più del 20 per cento delle farmacie esistenti nel territorio di una Regione. Non è poi detto che la catena debba necessariamente rendere tutti i punti vendita identici: in maniera crescente, nel mondo retail si affermano modelli glocal (globali e locali allo stesso tempo) che salvaguardano le specificità territoriali, sfruttando le economie di scala della rete.

Un momento decisivo per il retail farmaceutico

Una volta sfatato il falso mito per il quale la catena conquista l’intero mercato annullando le farmacie indipendenti, diventa fondamentale comprendere le opportunità che si celano dietro la nuova normativa a tutti i livelli della filiera (si veda l’analisi di p. 40, Fig. 1).

La fisiologica paura legata al cambiamento che il settore si porta dietro da qualche anno deve ora lasciare il posto a uno sguardo orientato al futuro. Si tratta di un momento di importante riflessione per tutti i farmacisti, un passaggio decisivo nel quale si deve scegliere il proprio avvenire professionale ed economico.

Ognuno valuterà la propria situazione e le proprie esigenze – non esiste una ricetta universale valida per tutte le farmacie italiane. Qualunque sarà la scelta fatta, però, andrà portata avanti con coerenza. I cambiamenti costituiscono momenti di discontinuità nei mercati, permettendo evoluzione e miglioramento.

È arrivato il momento di far crescere (in tutti i sensi) questo mercato in quanto è importante ricordare che non esistono nemici, ma solo opportunità: è importante valutarle e coglierle.

 

(Articolo tratto da iFarma, Novembre 2017)

Articoli correlati

COMPILA IL FORM PER APPROFONDIRE IL CASO

Contact Form Download

CONSENSO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALISi prenda visione dell'Informativa.
Prendendo atto che i miei dati saranno processati in totale conformità alla legge,

I campi contrassegnati da * sono obbligatori