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I numeri della R&S in Italia

L’innovazione come principale fonte di vantaggio competitivo

L’innovazione rappresenta uno dei processi fondamentali della gestione strategica ed è riconosciuta come la principale fonte di vantaggio competitivo per le imprese. Al di là di questo dato di fatto, tuttavia, è necessario conoscere e gestire le componenti dei processi innovativi che trasformano le idee e proposte creative in progetti e soluzioni concrete, praticabili e sostenibili in termini di nuovi prodotti e/o processi, in risposta ai bisogni mutevoli della società e del mercato.

Muovendo da un’overview generale sui trend della Ricerca e Sviluppo (R&S) in Italia, ci soffermeremo su un’analisi economica, svolta da Focus Management, che identifica la tipologia di relazione esistente tra investimenti in R&S e profittabilità aziendale.

I trend della R&S in Italia

Secondo gli ultimi dati ISTAT (Report Ricerca e Sviluppo in Italia – anni 2015-2017), gli investimenti in R&S intra-muros (ossia svolti dalle imprese con proprio personale e con proprie attrezzature) mostrano un trend positivo. Ad esempio, nel 2016 gli investimenti in R&S hanno registrato un +4,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 23,3 miliardi di euro, pari all’1,38% del Pil italiano. Cresce notevolmente anche il numero di persone impiegate nelle attività di Ricerca e Sviluppo che, nel 2016, ha raggiunto quota 435.283 unità, segnando un +11,7% rispetto al 2015.

Trend spesa R&S intra-muros in Italia

  
A trainare il trend positivo è il settore privato, che conta per circa il 63% della spesa totale (pari a 14,7 miliardi di euro); la maggior parte della spesa è da attribuirsi alle imprese (14,1 miliardi di euro). A seguire, si trovano le Università (24,2%) e le istituzioni pubbliche (12,6%).

Il grafico seguente mostra la composizione della spesa in R&S nel 2016, come indicato nel Report ISTAT.

Composizione della spesa in R&S nel 2016

Analisi economica

Per verificare la presenza di un’eventuale relazione positiva tra profittabilità aziendale e spesa in R&S, Focus Management identificato un paniere di aziende che investono in attività di ricerca e sviluppo. Questo campione è stato selezionato a partire da dati AIDA – Bureau Van Dijk ed è composto da 945 aziende, operanti nei settori a più alta intensità di innovazione (24% Autoveicoli, 11% farmaceutico, 30% elettronica, 30% tessile, 5% chimica). Per queste società sono stati calcolati gli indicatori di bilancio necessari a misurare i rendimenti delle attività in R&S (ROI R&S – Return on Investments in R&S).

Campione aziende operanti nei settori a più alta intensità di innovazione

 

Il campione è stato poi suddiviso in due sottogruppi, sulla base della media 2012-2017 dell’EBIT (Earnings Before Interests and Taxes), separando le aziende più performanti da quelle meno performanti. Quindi, è stata stimata la relazione esistente tra tre variabili: EBIT, ricavi delle vendite ed investimenti in R&S.

Entrando nel merito delle analisi, per quanto riguarda la relazione tra EBIT e redditività degli investimenti in R&S (ROI R&S), la media tra i sottogruppi precedentemente identificati risulta statisticamente diversa, portando a concludere che le aziende che gestiscono in maniera più efficace ed efficiente gli investimenti in R&S generano un EBIT più alto.

Oltre a ciò, è emerso che la variazione di ricavi di vendite in un certo periodo (t1-t0), dipende positivamente sia dalla variazione di spese in R&S nello stesso periodo (t1-t0) che dalle spese in R&S sostenute nell’anno precedente (t0). Più in dettaglio, si osserva che, a parità di condizioni, ogni euro speso in R&S tra t0 e t1 genera un ritorno di quattro volte superiore in termini di ricavi incrementali nel medesimo periodo. Lo stesso è vero se si prende come riferimento la spesa in R&S dell’anno precedente: ogni euro speso genera un ritorno di tre volte superiore in termini di ricavi dell’anno successivo.

L’analisi ci consente di constatare come, a parità di altre condizioni, esista una relazione virtuosa tra EBIT, ritorno sugli investimenti in R&S e ricavi. Le aziende lungimiranti, infatti, operanti in settori ad alta intensità di innovazione, vedono crescere i propri ricavi all’aumentare degli investimenti in R&S.

L’analisi ci consente di constatare come, a parità di altre condizioni, esista una relazione virtuosa tra EBIT, ritorno sugli investimenti in R&S e fatturato.

Le aziende lungimiranti, infatti, operanti in settori ad alta intensità di innovazione, vedono crescere il proprio fatturato all’aumentare degli investimenti in R&S.

Relazione virtuosa tra EBIT, ritorno sugli investimenti in R&S e ricavi

I trend positivi degli investimenti in R&S e l’analisi economica illustrata all’interno di questo articolo, costruita a partire da dati ISTAT e dati contabili estratti da AIDA-Bureau Van Dijk, evidenziano la relazione positiva tra efficienza delle imprese che investono in R&S e ricavi delle vendite.

Più un’impresa è efficiente, quindi, maggiori saranno i rendimenti derivanti dallo sfruttamento dei suoi investimenti in R&S e maggiori saranno i ricavi che potrà generare.

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